È a Culloden che il destino di Alexander cambia per sempre e che la sconfitta dei Giacobiti diviene la disfatta di un’intera nazione. E’ un altopiano poco distante da Inverness, una brughiera umida spazzata dal vento che, dal 1746, si è trasformato nel luogo della memoria più importante per gli Scozzesi.

……………………………………………………………….……………………………..la Battaglia
Il 16 aprile 1746 si combattè l’ultima battaglia sul suolo inglese. Poco lontano da Drumossie Moor, le forze inglesi e quelle scozzesi affrontarono l’ultimo, decisivo scontro che mise fine alle speranze di libertà dei Giacobiti. Carlo Stuart e la sua armata, braccati dalle forze guidate dal Duca di Cumberland, si rifugiarono a Inverness dove trascorsero l’inverno. Il morale delle truppe era basso, vi erano forti disaccordi all’interno del consiglio di guerra, specie tra lord George Murray, comandante in capo dei ribelli, e O’Sullivan, uomo di fiducia del Principe. Cumberland li inseguì dallo Speyside fino a Nairn, poco lontano da Inverness e ben presto si comprese che era giunto il momento della battaglia definitiva. Nonostante le proteste di Lord Murray, il consiglio di guerra dei Giacobiti scelse il pianoro paludoso e aperto nei pressi di Culloden House. Era uno scenario bellico ben diverso da quelli cui gli Highlanders erano avvezzi, privo di alberi o rifugi adatti alle tecniche di guerriglia in cui i Giacobiti erano specializzati.
Inoltre, ci furono ulteriori momenti di tensione, dovuti alla scelta di  non schierare i Mac Donalds a destra, loro posizione abituale nello schieramento in battaglia, e di porre in prima linea gli Athollmen di Murray.
In questo clima teso e diviso, il Principe e O’Sullivan pensarono di attaccare il campo di Cumberland presso Nairn, di notte, tentando una sortita. L’esito fu devastante: gli uomini esausti ed affamati persero l’orientamento e furono uccisi all’alba.
Il 16 aprile i due schieramenti si trovarono l’uno contro l’altro. Gli Inglesi, assai più numerosi e meglio armati, spazzarono via in poco meno di mezz’ora i partigiani Giacobiti. L’esercito degli Stuart, schierato in due linee, più una terza costituita dalle forze francesi, fu falcidiato dall’artiglieria inglese. Essenziale fu l’uso delle baionette innestate su fucili, con cui gli Inglesi sterminarono gran parte dei sopravvissuti. Cumberland, infatti, diede il “No Quarter Order”: niente prigionieri. Molti feriti furono uccisi sul campo di battaglia e alcuni Highlander che si erano arresi furono fucilati senza processo. I superstiti e i prigionieri furono portati in catene a Inverness, dove furono incarcerati. I capiclan e i membri di rilievo della rivolta, invece, furono portati a York e Londra, dove subirono processi e, in molti casi, la condanna a morte.