Il Fiore di Scozia – La prima recensione
Cari lettori,
in attesa dell’uscita in edicola de Il Fiore di Scozia di Stefania Auci vi proponiamo alcune recensioni che via via verranno pubblicate sul web e sulle riviste. Questa sera vi deliziamo con la primissima recensione di questo splendido e toccante romanzo d’esordio scritta dalla giornalista Roberta de Tomi. E ora aspettando anche il bellissimo booktrailer (ne vedrete delle belle) e le iniziative online gustavi questa bellissima recensione.
Non c’è amore senza libertà? È la domanda che nasce spontanea, leggendo il romanzo di Stefania Auci. Un esordio carico di promesse, grazie a un intreccio ben congegnato, al ritmo narrativo fluido e privo di incoerenze, a uno stile semplice, fatto di piccoli dettagli.
Protagonisti sono Deirdre e Alexander, promessi sposi separati dalla missione del giovane, impegnato nella lotta per la libertà della Scozia. Un amore così forte, da superare le distanze. Come Penelope, la fidanzata lo attende, strappandogli l’impegno a vigilare sul fratello, Edward, giovane testardo e ribelle, anche lui arruolato tra i Giacobiti. Così, a seguito dell’arrivo di Carlo Stuart, le battaglie infiammano diverse città, le speranze verso il futuro da indipendenti si accendono, sostenute dagli iniziali trionfi e dalla volontà di realizzazione. Deirdre vive il distacco affrontando le sue quotidiane lotte: deve infatti accudire la sorella quindicenne, Caitriona e difendersi dalle insidie di Sean Mordaunt, Lealista che ha messo gli occhi su di lei. Vuole cogliere il fiore più bello di Scozia, la creatura che ha risvegliato un sentimento di possessione violento verso la giovane. Ma Deirdre, inizialmente non ci sta. L’inglese ricorre al ricatto, forte della posizione di traditore del fratello e dell’amato.
Non sa che, con le disfatte dei Giacobiti, Deirdre e Alex, tornato dall’amata, si sono sposati in segreto. E trionfando per la morte dell’uomo, a seguito di una terribile disfatta dei Giacobiti, ricorrendo a ignobili ricatti, Sean riesce a imporre la propria volontà a Deirdre. Non solo vede soddisfatti i propri piani, ma gradualmente impone la propria autorità, ovvero una vera dittatura, sulla giovane e sulla sorella. La rifornisce di abiti bellissimi, la fa vivere nell’agio, pensando, attraverso il dispotismo, di poter ottenere l’amore del suo oggetto del desiderio.
Mordaunt è un personaggio reso in tutta la sua disperata abiezione. È l’uomo che, attraverso l’esercizio del potere, crede di avere diritto a tiranneggiare tutti. Il suo amore è in realtà brama di possesso. Gode infatti nel vedere sottomessa la consorte, che costringe ad abiurare al cattolicesimo e riduce in una sorta di schiava. Inoltre manifesta un’indole violenta e spergiura, che fa rabbrividire. In questa figura, una sorta di Don Rodrigo che riesce, però, a portare a effetto il proprio obiettivo, almeno all’inizio, si concentrano istanze di grande attualità, alla luce di fatti italiani e non solo. Ma è anche lo specchio di un atteggiamento tipicamente maschile, che relega la donna a un ruolo di oggetto, che quindi può essere posseduto. Ma si tratta di un’illusione. Pur piegandosi ai voleri del marito che non amerà mai, dentro Deirdre ha un cuore affrancato dalle imposizioni sociali. Alex, Giacobita tacciato di tradimento e dunque, persona infamante secondo la società che ha visto la sconfitta dei Giacobiti, è l’unico amore. Un amore che, a partire dalle nozze imposte, ha sviluppi a dir poco avventurosi, tra fughe progettate, colpi di scena relativi ad Alex, traditori che vengono uccisi e quelli che si salvano. A differenza di Penelope, Deirdre non riesce a mantenere il proprio impegno, mantenuto in segreto. Ma ciò non le impedisce di mantenere la propria fedeltà, anche quando sarà costretta all’intimità con un uomo che non ama.
Il fiore di Scozia, non è una donna debole, né una vittima delle convenzioni del suo tempo. Nella sua bellezza sta la chiave di una forza che consiste nella capacità di accollarsi le proprie responsabilità, in particolare dopo la morte della madre e di affrontare con forza gli accadimenti che la travolgono. Da Mordaunt subirà degli stupri, che la segnano nel corpo e nell’anima. Ma l’amore che reca dentro di sé per Alex, la determinazione a non annullare la propria personalità a causa di un vero e proprio dittatore, che nel dominio su di lei, trae il proprio insano piacere, è un sentimento più grande, il motore pulsante di una vita che va avanti. Lo deve ad Alex, ma anche al fratello e alla sorella, che sente di dover proteggere a oltranza.
Deirdre è un personaggio toccante, una donna che, come altre donne, deve rendere conto delle proprie scelte alla società che ancora non concepisce, in tutto e per tutto, l’emancipazione femminile. Ma vi è un’emancipazione che nasce dal controllo sul cuore e sulla mente. Nell’esercizio del proprio potere, Sean, pur potendola sottomettere nella forma, non ha la chiave per accedere ai suoi sentimenti. Non può imprigionarli, insieme ai pensieri che scorrono liberi in testa. E anche nell’avvalersi di una serva che ha il compito di spiarla, non riuscirà ad avere alcune informazioni, sigillate nella giovane. Mano a mano che la trama si intreccia, portando alla risoluzione finale, tra complotti, rivelazioni, intrighi, la natura dell’amore si disvela in tutta la sua pregnanza. L’amore vero è infatti quello che non pone obblighi; è il sentimento della libertà, che si respira a pieni polmoni. Perciò, in un contesto di conformismi sociali, l’amore ha poco spazio.
Alex e Deirdre condividono un destino doloroso, come per tutti coloro che decidono di combattere per qualcosa che va oltre il conformismo. Ma come nelle grandi epopee, a partire da Via col vento, il prezzo da pagare è sempre molto alto. Il fiore di Scozia si lega alla tradizione di epopee cui si ispira fortemente, calato in un contesto storico tracciato con pennellate rapide, per dare spazio all’intreccio. Amore e avventura sono alla base di questo lavoro, condito da momenti romantici e piccanti. Ancora, in accordo ai tempi, si esprime il valore della verginità, accanto alle possibilità dell’uomo di potere consumare rapporti di altra natura con altre donne. Viene regalato uno spaccato di convenzioni, che a conti fatti, malgrado le trasformazioni avvenute nei secoli, nella sostanza, e meditando sulla nostra attualità, hanno subito poche modifiche, in particolare rispetto alla concezione della donna, posta trai due fuochi “donna perbene” e “donna permale”. Tuttavia in Deirdre, come in Caitriona, troviamo semi di grande modernità. La bellezza e la grazia del fiore scozzese non ne offusca il temperamento saldo e combattivo, a differenza ad esempio di tante eroine che subiscono le proprie sorti con un atteggiamento remissivo. Sono donne vivaci e dotate di una testa pensante.
Rappresenta l’eroe senza paura, Alexander. Già nel nome, che ha un significato altisonante, si delineano le sue caratteristiche: idealista, forte e coraggioso, anti convenzionale perché in lotta per un ideale, ma convenzionale rispetto ai rapporti uomo-donna, che affronta le vicende con il piglio di un cavaliere. È però un uomo che crede nell’amore, che dopo avere fatto alcune esperienze, capito che Deirdre è la donna della sua vita, opta per la fedeltà, come non avviene per altri amici-playboy. Il giovane vede morire, almeno in apparenza, i suoi ideali, a causa di battaglie condotte in maniera errata. Ma Don Chisciotte, folle perché insegue qualcosa che pare irrealizzabile, non è abituato alla resa. Credere in qualcosa, implica sacrificio e costanza.
Così, il romanzo di Stefania Auci introduce valori positivi quali: l’amore, la libertà, la capacità di mettersi in gioco, dovendo soffrire e affrontare sacrifici, anche rischiando il fallimento. La vicenda dell’amore ostacolato e del potente che mette gli occhi addosso sulla giovane, innamorata di un altro, dunque alla Promessi Sposi, è ormai un classico della letteratura colta e popolare e appassiona ancora, non solo lettrici, ma anche romantici lettori. L’autrice la affronta puntando sull’azione e sui sentimenti, senza, in quest’ultimo caso, soffermarsi su voli pindarici che avrebbero appesantito un lavoro che si presenta equilibrato, con personaggi, principali ben delineati nelle azioni e Mordeaunt che “sa fare veramente bene il cattivo”. Più approssimativi alcuni personaggi secondari, ma questo coerentemente alle intenzioni dell’autrice. Un altro merito: riuscire a far respirare atmosfere della Scozia di fine Settecento. Anche se non ci sono descrizioni approfondite, in pochi tratti ci si trova catapultati in questo paese. E qua si raccoglie un fiore inebriante, semplice, forte, ma anche dolce e capace di amare nel pieno senso della parola.
Roberta de Tomi
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